di Maria Silvia Basilicata

Ho immaginato di essere una giornalista e di intervistare una grande scienziata: Margherita Hack, la donna libera che raccontava le stelle, la bellezza della scienza e il ruolo della coscienza.
Le domande? Sono tante: se l’universo è infinito, perché infinite non dovrebbero essere le domande che ognuno di noi si pone appena alza lo sguardo e lascia liberi gli occhi di perdersi nell’infinità? E poi, le domande su un Pianeta che ha 4,6 miliardi di anni non possono essere poche e semplici, vi pare?

Da cosa cominciamo? Facile: dalla nascita delle stelle e dell’universo. Ci guiderà la grande astronoma.

“Tutte le informazioni che sappiamo sulla natura fisica dei corpi celesti le abbiamo imparate analizzando dapprima la luce che emettono. Poi, a partire dagli anni Trenta con la nascita della radioastronomia e dalla fine degli anni Cinquanta con l’inizio dell’era spaziale, anche le altre radiazioni elettromagnetiche”.

Dunque: cos’è l’universo? Cosa sono le centinaia di miliardi di Stelle? L’universo ha avuto un inizio o è sempre esistito?
Solo una parentesi prima di proseguire: l’argomento chiama in causa scienza e religione. Io parlerò di scienza, forse perché “dal sacro l’uomo tende a tenersi lontano, come sempre accade di fronte a ciò che si teme, e al tempo stesso ne è attratto come lo si può essere nei confronti dell’origine da cui un giorno ci si è emancipati” (C.G. Jung).
E poi “non c’è contrasto tra scienza e fede, perché nessuna delle due ha mai preteso davvero di avere a che fare con la verità” (U. Galimberti).
Riprendiamo con la scienza e insieme leggiamo il capitolo 7, Origine della vita, dell’opera Così parlano le stelle di Margherita Hack.
Esistiamo solo noi? Potremmo rispondere NO visto che una immensità come l’universo sarebbe sprecata se esistessimo solo noi.
D’altra parte, “siccome il sole è una comunissima stella della via Lattea, è probabile che esistono molte altre stelle simili con sistemi planetari, e là dove ci sono le condizioni adatte per lo sviluppo della vita è successo, succede o succederà ciò che è avvenuto sulla terra”.
Mi piace pensare allora che è bello che non siamo soli…

Ma quanti pianeti esistono nell’universo?

“Alla fine del XX secolo non si conoscevano altri pianeti se non quelli del nostro sistema solare, anche se qualcuno pensava che esso fosse nato da un caso estremamente raro e fortuito. Fu il fisico inglese James Jeans che per spiegare la nascita del sistema solare fece l’ipotesi che il sole avesse avuto un incontro ravvicinato con un’altra stella di passaggio. Ma grazie a quali elementi o caratteristiche? Oggi non lo sappiamo. La difficoltà consiste nel fatto che una stella è milioni di volte più splendente di un pianeta e la conoscenza che abbiamo delle sue caratteristiche non è sufficiente a farci capire le conseguenze di un incontro ravvicinato.
Attualmente sappiamo che sono in progetto grandi telescopi, sia terrestri che spaziali i quali hanno come scopo principale quello di individuare dei pianeti piccoli come la Terra e scoprire tutto ciò che in essi esiste e vive.
È solo questione di pazienza, di studi e di sforzi”.

Ed ecco che arrivano altre domande: quale sarebbe la natura delle forme di vita extraterrestre? queste altre forme di vita funzionano nella nostra stessa maniera?

“Ancora un po’ di tempo e lo scopriremo, intanto possiamo guardarci qualche film di fantascienza…”

Ma un’altra domanda mi piace porla: qual è stata l’origine della vita sulla Terra? E soprattutto come si fa a distinguere la vita dalla non vita?

“Biologi biofisici evoluzionisti ci hanno detto: possiamo definire un organismo vivente come un essere in grado di riprodursi prendendo la materia prima dall’ambiente in cui vive, così da generare altri individui simili a se stesso. Inoltre, un essere vivente è in grado di evolversi, subire mutazioni per meglio adattarsi all’ambiente e disporre di un grandissimo numero di informazioni racchiuse nelle sue strutture”.

Chiaro no?

“Oggi sulla terra sono presenti milioni di specie diverse. All’origine della vita esistevano le stromatoliti che risalgono a 3,5 miliardi di anni fa. La vita è esistita dapprima negli oceani e poi sulla terra ferma”.

Ma… come è nata la vita sulla terra?

“Esistono due ipotesi:
1) ABIOGENESI nei grandi oceani della Terra primordiale si sono formate molecole sempre più complesse, fino alle proteine e agli amminoacidi.
2) PANSPERMIA le molecole complesse, precursori delle macromolecole alla base della vita si possono formare spontaneamente nelle nubi molecolari”.

E l’ipotesi che la vita si sarebbe potuta propagare da un pianeta all’altro?
Ancora una volta scienza e fede…
E domande e domande, ma il giornalista si ferma…

Vi lascia intraprendere personalmente il viaggio affascinante nella lettura del libro della scienziata che è sempre convinta che tante cose si imparino ascoltando le stelle.

Margherita Hack, Eda Gjergo, Così parlano le stelle

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