della Prof. Maria Silvia Basilicata.

E’ il titolo che il premio Nobel Wislawa Szymborska ha dato ad una sua opera.
In sogno io dipingo come Vermeer
Parlo correttamente il greco e non soltanto con i vivi
Ho talento, scrivo grandi poemi.
Odo voci non peggio di autorevoli santi
Volo come si deve, ossia da sola.
Mi rallegro di sapermi sempre svegliare prima di morire.
Questi solo alcuni dei suoi sogni, ma la poetessa non dice cosa siano i sogni, né dove sia il luogo dove essi nascono.
Chiaro, direte voi, è una poetessa, quindi parla con il cuore…
Allora, per avere risposte, ho deciso di interpellare uno scienziato che parla… con la mente. E’ colui che, attraverso il discorso sui sogni, crea le basi di una nuova psicologia generale a cui attribuisce valore scientifico (forse perché con i sogni si mettono insieme mente e cuore…?).
Dunque, Freud, perché è di lui che parlo, afferma: “Il sogno è fenomeno critico fra organico e psichico. È il più mitico il più frequente e il meglio disponibile per una impostazione critica del rapporto tra neurofisiologia e psicologia”.
Troppa “mente”?
Eccovi, allora, la definizione troppo “cuore”: “I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor. Se il mondo soffrir ti fa, non devi disperar. Ma chiudi gli occhi per sognar. E tutto cambierà”.
Però, forse è preferibile scegliere la razionalità, la scienza e quindi ritorniamo a Freud che nel suo “L’interpretazione dei sogni” analizza innumerevoli questioni descrivendo la materia, la funzione, le fonti, il senso morale dei sogni, la rappresentazione simbolica nei sogni, la regressione, l’oblio, la repressione, la rimozione, l’aspetto organico-sessuale, il materiale infantile, l’inconscio e tanto altro ancora: tutte questioni estremamente interessanti e, per la verità, anche complicate.
Più semplice il discorso affrontato tempo fa? Mah! Sicuramente di sogni si è sempre discusso…
Nell’antichità il sogno svolgeva una funzione premonitrice e didattica: basti pensare che secondo la maggior parte delle religioni (compresa quella Cristiana) gli dei o un Dio comunicavano attraverso i sogni: Papi, vescovi e Santi hanno compiuto grandi azioni seguendo ciò che gli era stato detto in sogno. E anche la Filosofia ha sviluppato il tema dei sogni: per Platone lo stato onirico è diverso se a sognare è una persona comune o un filosofo. Per Aristotele il sogno deriva dalle sensazioni provate durante la veglia. Cartesio vede nell’onirico l’immagine riflessa della situazione esistenziale espressa attraverso dei simboli. Jung parla anche di complessità derivata dal fatto che i sogni sono indipendenti sia dalla nostra volontà sia dalla nostra coscienza: “nei sogni che hanno carattere rivelativo e profetico l’individuo manifesterebbe simbolicamente il suo livello di evoluzione spirituale e lo stato generale della sua psiche e della sua esistenza”.
E ieri come oggi ricorrenti sono i termini quando si parla di sogni: simbolismo, memoria, immaginazione, desideri, psiche, archetipi, interpretazione, affetti, autoanalisi, irrazionalismo, nevrosi, transfert.
Qualche tempo fa Fausto Corsetti ha parlato di sfide che insieme ai desideri, agli ideali, ai progetti rendono la vita un luogo di semina dove ci si sforza di ottenere buoni risultati (Sogni per un anno). Il mio augurio spesso è: possano i tuoi sogni realizzarsi. Qualcuno ha anche detto: “ Non disperare nel presente. Ma credi fermamente che il sogno realtà diverrà”.
Da quanto detto finora si evidenzia che esistono due universi: uno reale ed uno sognato, il primo vorremmo che fosse la realizzazione del secondo.
Ma i sogni non sono solo belli. Ci sono sogni brutti, paurosi, tristi, imbarazzanti, assurdi. E cosa dire di quelli a occhi aperti? “Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi delle loro menti si svegliano al mattino per scoprire la fatuità, ma i sognatori di giorno sono persone pericolose, perché possono agire sul loro sogno con occhi aperti per renderlo possibile” (P. Knightley).
Piuttosto intrigante, preferisco Gramellini per il quale: “Solo chi fa bei sogni attinge all’energia dell’Universo, quella dell’amore”.
I miei sogni?
In sogno volo tenendo per mano una bambina che fa sventolare un aquilone.
Parlo tutte le lingue del mondo e incontro tutte le genti del mondo.
Scrivo poesie che inneggiano alla libertà, all’impegno, al dovere, all’onestà, alla bellezza, all’amore.
Mi rallegro quando alla fine del mio percorso sono circondata dai sorrisi.
Fai bei sogni anche tu e poi me li racconti!

Bibliografia:
Wislawa Szymborska, Elogio dei sogni
Sigmund Freud, L’Interpretazione dei sogni
Emma Pereira De’ Sanza, Dizionario dei sogni
Massimo Gramellini, Fai bei sogni

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