di Paola De Lucia.

Con grande rispetto e umiltà vorrei dedicare queste mie brevi considerazioni ad una Donna di cultura che definire immensa è poco e che ho avuto il privilegio di incontrare al Liceo Tasso di Roma in un’età formativa ed importante come poche nell’arco della vita.
L’importanza di un incontro…
Lei era la Professoressa di Latino e Greco e noi eravamo poco più che adolescenti, ma già consapevoli che in quelle ore di lezione, mai prevedibili, impreziosite dalla Sua presenza e sapientemente curate dal Suo sapere, accadeva qualcosa di unico e irripetibile che soltanto la Vera Scuola a cavallo degli anni 70/80 ha saputo dare ad una intera generazione.
Non c’è condizione familiare che tenga se si ha la fortuna di imbattersi in Professori che interpretano il proprio ruolo con infinita passione e smisurata generosità e coinvolgimento così come sapeva fare Lei, tali da imprimere, ai nostri destini, orizzonti e direzioni diverse, ancorché mai immaginate prima.
Autorevole come pochi e mai autoritaria (qualità che, infatti, contraddistingue le persone deboli e prive di contenuto) varcava la soglia della nostra aula sempre con il sorriso sulle labbra (rigorosamente laccate di rosso) e con una dose di serietà tale da attrarre l’attenzione anche degli allievi apparentemente più distaccati e distratti…
Non avevamo testi di letteratura da tenere sul banco ma il Suo metodo di lezione, finalizzato a sviluppare un pensiero critico non condizionato, prevedeva che Lei ci illustrasse, in poche parole, il contesto storico in cui era vissuto un autore per poi “scaraventarci” sui testi originali che Lei stessa leggeva in metrica e con il libro al contrario, in piedi davanti al compagno del primo banco.
L’importanza di un incontro… lo capisci soltanto dopo tanti anni che non sei più tra i banchi di scuola, che magari hai conseguito una laurea e hai affrontato e superato prove di vita più o meno importanti, che una Donna di cultura immensa ha scommesso su di te, a soli 16 anni, facendoti leggere, tradurre e interpretare, per esempio, Il Simposio di Platone e testi di storiografia romana, e che in quella scommessa c’era tutta la Sua passione e il Suo successo nel renderti un adulto libero e curioso, mai appagato di conoscenza e sempre pronto a nutrire il dubbio.
Lei, come Plutarco insegna, non entrava in classe per riempire dei sacchi vuoti ma per accendere una fiamma nei nostri cuori, per provocare risvegli, per alimentare il desiderio di conoscenza e per accrescere l’amore per i libri e per la Cultura in generale. Questo è stato il Suo insegnamento più alto e questa è stata la Sua eredità formativa predominante, l’unica Via utile a condurre un’esistenza autentica e libera.
Grazie infinite Professoressa Rossana Marconi! La fiamma ancora è accesa e il Suo insegnamento e la Sua presenza resteranno sempre vivi nella vita di intere generazioni che si sono nutrite del Suo sapere.

6 Commenti

  1. Un’età difficile: formativa al punto di poter divenire costruttiva o autodistruttiva. Ci vuole poco, le compagnie, le prime esperienze sentimentali, l’incomprensione in famiglia, spesso giovani vittime di atteggiamenti paranoici non compresi a fondo. E’ in questo palcoscenico poliedrico che si staglia l’immagine dell’insegnante “magica”… L’importanza di un incontro, forse ognuno di noi l’ha provato; è qualcosa di diverso dal solito rapporto docente-discente, è un sentimento che ti penetra, è ammirazione, fiducia, scoperta, a volte ti accorgi che ti manca perchè hai un problema, altre che ti immergi nell’assoluto della sapienza perchè te lo ha insegnato lei, ti ha regalato la chiave magica della ricerca, curiosità, gratificazione…
    un dono immenso, elargito per anni, a chiunque, senza discriminazioni, con lo stesso amore, la stessa personale partecipazione ed interpretazione, ogni volta la prima volta!!!
    Anche io ho avuto la fortuna di incontrare una prof. Magica! Insegnava italiano in un Istituto Tecnico Commerciale… ma è stata fatale, determinante, ci ha aperto la mente ed il cuore e fu molto doloroso lasciarla……..

  2. Sono tanti i volti, le storie, i nomi che affollano la nostra esistenza. Eppure, i più scompaiono dietro il lento scivolare dei giorni. Solo alcuni restano. E continuano a parlare nelle segrete stanze della memoria e degli affetti gelosamente custoditi. Ciò che riusciamo ad ascoltare, ad occhi chiusi, è proprio ciò che davvero conta, ciò che resta, ciò che continua a portare un messaggio anche quando tutto sembra già detto.

  3. La vita, ha detto qualcuno, è l’arte degli incontri. Quanto è vero! Ma la cosa più magica, forse, è il riconoscerne l’importanza lentamente, nel tempo, e scoprirne tutta la portata a distanza di anni. Credo che questo sia uno dei regali più belli della vita.

  4. C’ero anch’io al Liceo Tasso in quegli anni e ho avuto anch’io la fortuna di avere Lei come insegnante di greco e latino…
    Ancora oggi spesso mi trovo a dire: ” …ragazzi!!! Ma non ragionate per analogie”
    Davvero unica!

  5. Grazie Prof.ssa Marconi. IncontrarLa è stata una vera fortuna per tanti. Lo è stata anche per me.
    E un ringraziamento merita anche Paola De Lucia che l’ha fatta rivivere, così speciale com’è stata, con le sue parole.

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