di Paola De Lucia. 

Gioconda Belli, con il suo ultimo romanzo edito da Feltrinelli, dall’avvolgente titolo “L’intenso calore della luna” esplora, con la sua impeccabile e riconosciuta ricercatezza di scrittura, un aspetto del mondo femminile che molti uomini ancora si ostinano a non vedere, forse semplicemente per timore di non esserne all’altezza.
Emma, personaggio borghese che ha molti tratti in comune con l’omonima di flaubertiana memoria, è una donna di 48 anni che, dopo aver dedicato la sua gioventù e non solo alla famiglia e all’educazione dei figli ormai grandi e indipendenti rinunciando, anche, a veder realizzati i propri sogni di studio e sostenendo, invece, quelli dell’impegnatissimo marito in carriera in quanto affermato chirurgo nel pieno della professione, si ritrova improvvisamente sola ed annoiata nella gabbia dorata della casa di famiglia e con i primi segnali  di una inevitabile menopausa che la costringe ad imbarazzanti e incontrollabili sudate.
Tanto per ribadire il concetto secondo cui “la vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”, accade che Emma investe un giovane uomo che incautamente stava attraversando la strada e da tale circostanza, la Belli affronta, come solo lei sa fare, il tema dell’attitudine al cambiamento che, non senza dolore e fatica, noi donne portiamo dentro, anche quando tutta la nostra vita ci appare consolidata e sistemata in schemi socialmente condivisi.
Emma e Fernando, i figli Elena e Leopoldo con Ernesto, il pedone investito, e Margarita, la giovane farmacista dai bei piedi, sono i personaggi attraverso cui l’autrice, incrociando causalmente le loro vite, trova spunto per descrivere quell’innato senso di naturale rigenerazione spirituale e, perché no, anche fisica che le donne, ahimè non sempre, sanno trovare nelle pieghe della loro vita per rimettere in discussione tutto e ricominciare a vivere anche a costo di grande sofferenza. E nel trattare il tema, la Belli desacralizza il concetto, tutto declinato al maschile, secondo cui una donna è tale soltanto perché ancora in età fertile ritenendo, invece, che proprio quando il corpo della donna mostra i primi segnali dell’età che avanza, quello è il momento per ricomporre in nuove scelte la propria esistenza ed iniziare il cammino verso nuovi orizzonti e la piena affermazione personale.
“Il mare è un caso. Perciò lo paragoniamo alla vita” e il caso ha voluto che Emma incontrasse Ernesto, l’uomo capace di abbracciarla con il solo sguardo e con il quale riesce veramente ad essere se stessa, a conversare liberamente e a lasciarsi andare in un erotismo adulto e più appagante perché consapevole e maturo.
Dall’angoscia per l’incipiente addio alla giovinezza, Emma passa ad una realtà fino ad allora sconosciuta che la vede adulta, matura e finalmente “in transito verso se stessa, verso una persona che esiste al di fuori degli schemi della femminilità che abbiamo ereditato”, libera di ri-disegnare la propria vita e di dare spazio ai sogni e alle passioni che toccano le corde più intime del suo cuore….
Il romanzo è uno di quelli che senz’altro aiuta tutte noi a tentare di costruirci un’esistenza ricca di emozioni e mi sento di consigliarne la lettura non soltanto alle donne del Club del Ventaglio ma anche a tutte le donne consapevoli che il loro corpo è molto più di un po’ di ormoni e che scoprono che c’è più tempo che vita e non sentono il bisogno di doversi dare ad un’altra persona per essere chi sono.
Buona lettura!

1 commento

  1. La vita… Quanto è preziosa, sorprendente, miracolosa. La nostra società, abituata a registrare ogni giorno, violenze, delitti, soprusi proprio in disprezzo della vita, sta perdendo il valore infinito del respiro di ogni singola creatura.
    La vita… Un miracolo che ci accarezza l’anima in ogni istante. Dal risveglio della mattina, col profumo di caffè, e una mano amica che stringe la nostra. E poi brividi di sentimenti, occasioni d’altruismo fino a sera: quando stanchi affidiamo alla morbidezza di un cuscino i nostri pensieri, un grazie per un altro giorno di vita. Basta tenere le antenne del cuore alzate per sorprenderci dei continui segnali miracolosi.

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