C’è un magico momento.
Il momento del tuffo, in cui non sai ancora se si toccherà l’abisso o il cielo.
Ti trovi lì, in mezzo all’aria che forse scorre, forse porta il freddo, ed è proprio in quell’istante che ti sembra di scorgere tutto il mondo sotto di te, aereo o anima che non ha ancora trovato un corpo in cui vivere.
Tutto il mondo, con le sue piccolezze e le sue minuscole grandezze indistinte nella foschia degli scogli.
Cosa farò di me, ti chiedi cosa ne sarà di me dopo il salto? Dove andrò a finire?
È l’istante in cui devi scegliere la strada che ti porterà nell’esistenza del mondo.
Il timore è: esisterà una sola via? Cosa mi accadrà alla fine di questo viaggio, mi accorgerò forse di aver sbagliato, di aver lasciato pezzi di me al punto che ora non riesco più a raccogliere nulla, a ritrovarmi?
Io sono un sognatore che ha scelto la verità della sua arte e dell’amore per la vita.
La mia via porta nei campi e nelle brevi danze della giovinezza, nella gioia e nel dolore del giorno che sorge sull’erba.
La strada del sognatore, una via povera, forse una via di prati e brevi lampi volti al volo per non perdersi, una via difficile, da scegliere, sulla quale crescono i fiori dell’attimo da cogliere in fretta, subito seccati in ricordi di cui conservare il lento sapore.
Ma nemmeno un rimpianto da cogliere, alla fine, se ci si è ricordati di seguire se stessi e i propri sogni…
… Mi trovo in una strada che si affaccia sul mare, una musica vaga nell’aria, una voce di ragazzi, il respiro di un armonica… Fuori l’isola continua a lavorare, ma ci sarà sicuramente qualcuno che crede nella magia del sogno, quella magia gratuita, così rara, qualcuno che forse seguirà la via senza rimpianti, da sognatore…
Acquapazza (la nostra barca) dedicato ad Antonio & Bengala.

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