Arte o Conquista?
della Prof. Maria Silvia Basilicata.

Che cosa occorre per essere felici? Il denaro, il successo, l’amore, la stima degli altri…
Se lo chiede il Dalai Lama nel suo “L’arte della felicità”.
E quali sono le cause dell’infelicità’? Le guerre, lo sfruttamento economico, l’ansia, l’educazione alla crudeltà ed alla paura, la noia, i sensi di colpa…
E’ ciò che si chiede Bertrand Russell nel suo “ La conquista della felicità”.
Due opere estremamente interessanti, un tema particolarmente intrigante e forse con le stesse conclusioni.
Russell divide la sua opera in due parti: nella prima analizza l’infelicità, nella seconda illustra le caratteristiche dell’uomo felice.
“Vi è oggi un segno su ogni viso in cui mi imbatto. Segni di debolezza, di afflizione: c’è infelicità ovunque. E le varie specie di infelicità sono da ricercarsi in parte nel sistema sociale, in parte nella psicologia individuale che naturalmente è essa stessa in misura considerevole un prodotto del sistema sociale”.
Può un uomo o una donna, qui e al momento attuale, nella nostra nostalgica società, conquistare la felicità? Forse sì, ma senza sforzo, impegno, disciplina interiore non si può guarire dalla infelicità perché molteplici sono le sue cause.
Quando ne leggevo il lungo elenco sentivo intorno a me un’aurea di soffocamento, saltavo le pagine e cercavo di arrivare quanto prima a quelle che mi raccontavano dell’uomo felice.
Il Dalai Lama nella sua opera, invece, rivolgendosi a tutti, indipendentemente dalle condizioni o dalle storie personali, dalla religione o dalla cultura, ci spiega -e mi sembra di vedere il suo sorriso e la sua pace interiore- come raggiungere la felicità.
Arte o conquista, la felicità esiste, ma ciò che rende felice una persona non può valere anche per un’altra perché, come afferma Russell, non esiste una sola felicità né una sola causa che la determina, perché essa dipende da circostanze esterne e in parte da noi stessi; la gioia di vivere, gli affetti, la famiglia, il lavoro, gli interessi personali, lo sforzo e la rassegnazione: tutte servono per rendere felice un individuo.
Personalmente ritengo che non sia facile analizzare la felicità. Non so come la pensiate voi, ma, una vita vissuta nella sua totalità, prevede anche l’infelicità. E questo non significa che essa superi i momenti di felicità…
Il Dalai Lama ci spiega come, per raggiungere la felicità, siano necessari una disciplina e un metodo interiori che ci aiutino a combattere gli stati mentali negativi ed a coltivare gli stati mentali positivi.
Gli stati mentali negativi: rabbia, odio, avidità. Gli stati mentali positivi: gentilezza, generosità, tolleranza verso gli altri.
“Perseguire la felicità è lo scopo stesso della vita… la direzione stessa dell’esistenza è la felicità”.
In Occidente l’idea del raggiungimento della vera letizia è sempre parsa nebulosa, elusiva, inafferrabile, ma se adottassimo una certa disciplina interiore, potremmo mutare il nostro atteggiamento, la nostra intera visione del mondo e il nostro approccio alla vita. Se riuscissimo ad identificare i fattori che conducono alla felicità o quelli che conducono alla sofferenza, a poco a poco riusciremmo ad eliminare i secondi e a coltivare i primi. Solo cosi percorreremmo il preciso sentiero diretto verso la gioia. Così il Dalai Lama.
Facile, vero? Basta solo riflettere sullo scopo della vita, sui benefici della compassione, sui valori fondamentali dello spirito, elaborare la sofferenza, l’ansia, l’autostima: la nostra ricerca è finita e la conquista è riuscita.
Anche Russell ha identificato le cause della felicità: la gioia di vivere, gli affetti, la famiglia, il lavoro, gli interessi personali, lo sforzo e la rassegnazione.
Ha incontrato molti uomini felici: l’erudito, lo scienziato, l’uomo semplice, l’artista, l’artigiano.
Per lui è felice l’uomo che raggiunge uno scopo, abbatte gli ostacoli, vive obbiettivamente, ha affetti liberi e vasti interessi che gli assicurano la felicità e questi interessi e questi affetti, a loro volta, fanno di lui un oggetto di interesse e di affetto per molti altri.
La porta della gioia è aperta, allora: possiamo tutti entrare perché tutti abbiamo saputo diventare artisti e conquistatori…
 
Bibliografia:
L’arte della felicità, Dalai Lama
La conquista della felicità, Bertrand Russell

 

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