Paolo Mieli, l’autore de “L’arma della memoria” nella sua opera parla di un’arma
particolare: è un’arma innocua, è pacificamente usata, non causa spargimento di sangue.

La sua è “un’arma usata con infinita modalità di manipolazione per far tornare i conti nel
presente e far legittimare le scelte di oggi.”

È un’arma quindi che serve come strumento della memoria.

E “l’onesto uso dell’arma della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento.”

Ma cosa è la memoria? Per Hermann Ebbinghaus, psicologo tedesco, essa è “un
fenomeno molto complesso che si può definire come la capacità di conservare e rievocare
quanto si è appreso”.

Per Mieli: “è un’arma chimica di avvelenamento della conoscenza storica e, a un tempo,
una proposta per metterla al bando. Essa è fluida, imprecisa, contradditoria, suscettibile a
modifiche nel corso del tempo. Lo strumento che la usa e sceglie cosa fissare e cosa
dimenticare è il cervello”.

Si potrebbero scrivere centinaia, migliaia di pagine: l’arma della memoria viene usata in un
campo da combattimento infinito “un campo dove ci sono vincitori e vinti e spesso le
vicende di ieri sono riscritte a uso e consumo dei vincitori di oggi”.

Mieli, nelle bellissime pagine della sua opera, accomuna gli eventi storici secondo “una
memoria adulterata”, “una memoria manipolata”, “una memoria frantumata”: tutti gli eventi
narrati non sono altro che frutto di un uso acrobatico della storia.

Gesuiti, Bonaparte, Rinascimento, Ebrei, Musulmani, Il flagello di Dio, Galilei, Garibaldi,
Patrioti e briganti, Hitler, Mussolini, la Sindone e ancora, ancora, ancora: tutti compongono
un indice ricchissimo, interessante, vario, prezioso e conservano gli avvenimenti che
compongono l’esistenza umana, scelte che nel suo percorso di vita l’uomo compie. E la
storia, arma della memoria, ce li fa conoscere e ce li fa conservare.

Ma ci sono anche storie con domande e senza ricordi, forse perché l’amnesia è una difesa
estrema contro i ricordi, testimoni di vicende dolorose che tanto spesso hanno
caratterizzato la nostra storia.

L’autore si chiede anche quanto di personale, soggettivo, emozionale sia nei nostri ricordi
e cosa caratterizza l’analisi storica.

L’opera di Miele è ricchissima di storie che hanno riempito la nostra esistenza, leggendole
diventiamo persone che vivono nel presente, conservano il passato, preparano il futuro.

Paolo Mieli, L’arma della memoria

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