Scritto nel 1950 da COSO “Le Cose parlanti” è una raccolta stupenda di fantasia, insegnamenti, umorismo.

È ancora valido ciò che l’autore ha detto sui ragazzi nella presentazione: “i ragazzi di oggi non sono peggiori di quelli di ieri e, oggi come ieri, si vuole insegnare qualcosa, senza averne l’aria, al loro cervello o al loro cuore”.

Le Cose che parlano ai ragazzi sono tante, ne riporto solo alcune: penso che leggendole sarà facile ridere, piangere, riflettere.

Parla l’INCHIOSTRO: “quante volte, miei piccoli amici, mi avete guardato mentre stringevate fra le dita la penna, pensando a quel maledetto problema d’aritmetica o a quel difficile tema d’italiano. Io, capostipite della famiglia sono nero, ma ho tanti figli e nipoti colorati. I miei fratelli più robusti e solidi sono invece gli inchiostri indelebili, poi ho dei discendenti che si chiamano “inchiostri simpatici”. Voi ragazzini aspettate che inventino quelli che scrivono da sé la soluzione dei problemi o i temi di italiano. Chissà, un giorno forse li inventeranno.

Parla il FUNGO: “attenzione, attenzione. Qui parla il fungo buono che, cucinato a dovere dalle vostre mamme, costituisce anche per voi una ghiotta pietanzina. Ma ho il dovere di mettervi in guardia contro certi miei fratelli molto cattivi. Nel nostro ramo vi sono funghi onesti e sani e funghi perfidi e portatori di malattie. Siate prudenti ragazzi e lo siano sempre anche le vostre mamme”.

Parla la CONCHIGLIA: “chissà quante volte avvicinandomi al vostro orecchio, per sentire, dite voi “il rumore del mare”, mi avete ammirato. Sono una corazza abbastanza duretta e resistente che alcuni animaletti dal corpo molle, i molluschi, e altri detti invertebrati, cioè pressappoco senza ossa, si fabbricano da sé. La più doviziosa fra le mie sorelle è quella che si trova nei mari caldi e che alberga nel suo involucro, la perla”.

Parla l’ELMO: “sono uno dei primi strumenti di difesa dell’uomo, ho sempre reso preziosi servigi. Nacqui di pelle d’animali e non di metallo. Poi mi si foggiò di bronzo e quindi di ferro. Col tempo divenni sempre più complicato, ho una storia lunga e interminabile e non so quando finirà poiché gli uomini non hanno ancora perduto la brutta abitudine di fare la guerra…

Parla la MASCHERA: “ecco il carnevale e con le mie amiche, le stelle filanti e i miei amici, i coriandoli, arrivo io per la delizia e lo spasso dei bambini di tutto il mondo. Ho un passato glorioso: mi usavano in guerra i popoli selvaggi per spaventare i nemici, per consentire agli attori di assumere un aspetto melanconico o ridanciano. La gloria l’ho conquistata nel Rinascimento e nel Settecento a Venezia. Ma poi… poi oggi solo voi bambini mi volete ancora bene”.

Le Cose che vogliono parlare sono tante e l’autore le accontenta: l’indice del libro è molto lungo… Se fosse ancora vivente COSO lo allungherebbe ancora di più citando tutte le cose inventate dalla innovazione tecnologica: la Tv, la Radio, il telefono e… il computer.

Al posto dell’autore, con molta modestia, faccio parlare il COMPUTER: “nessuno è come me. Sono a disposizione di tutti, non dormo mai, speriamo solo di non diventare lo schiavetto di un padrone irresponsabile ed incontrollabile. Posso arrivare in tutto il mondo, posso parlare con tutti nel mondo, conosco tutte le parole del mondo, posso… assicurarmi l’eternità!

LE COSE PARLANTI di COSO
Ed. Carlo Signorelli- Milano

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