della Prof. Maria Silvia Basilicata.

C’era una volta… Era il titolo che volevo dare a questa mia riflessione, poi ho scelto di sostituirlo con “Le Stelle, l’Universo l’Infinito”.
Iniziamo con le Stelle, perché non c’è niente di più bello che alzare gli occhi e guardare il cielo. Nell’antichità il cielo notturno metteva un po’ paura, perché non si sapeva cosa fossero quei puntini appesi in alto nel buio. E tutti i popoli della Terra hanno immaginato di vedere nel cielo strane figure: animali, oggetti, personaggi di vario genere.
E oggi, ai giorni nostri? Per descrivere ciò che vediamo usiamo termini scientifici: pianeti, costellazioni, galassie, Via Lattea, buchi neri e tanti altri ancora: tutti corpi celesti inseriti nell’Universo che è Infinito…
Ma… Qual è la natura dell’Universo? Da dove è venuto e dove sta andando? Qual è il nostro posto in esso? Che cosa sappiamo sull’Universo? Come lo sappiamo? Cosa c’era prima dell’Universo? Come e perché il Bing Bang?
Hawking afferma: “secondo varie cosmologie antiche e secondo la tradizione ebraico-cristiano-islamica l’Universo ebbe inizio in un tempo finito, e non molto lontano, in passato”.
Sant’ Agostino accettò il 500 a.C., come data della creazione dell’Universo, sostenuta nel libro della Genesi,
Aristotele e la maggior parte degli altri filosofi Greci non amavano l’idea di una creazione che sapeva troppo di un intervento divino. Essi credevano perciò che il genere umano e il mondo intero esistessero da sempre e che avrebbero continuato ad esistere sempre.
Per Kant esistevano argomenti altrettanto convincenti a sostegno della tesi che l’Universo ha avuto un inizio nel tempo, e dell’antitesi che esso esiste da sempre.
E i nostri fisici, astrofisici, astronomi, esobiologi? Qui incominciano le difficoltà… Ogni termine dovrebbe essere illustrato con decine di pagine (forse erano preferibili i miti): meccanica quantistica, principio di indeterminazione, gravità, categorie di forze, teoria generale della relatività, densità infinita, teoria delle corde eterotiche, Spin, Tempo, ed ancora, ancora e ancora…
Mi piace concludere l’inciso sull’Universo con le parole di Hawking: “l’Universo è completamente autonomo e non risente di alcuna influenza dall’esterno. Esso non è stato mai creato e non verrà mai distrutto. Di esso si può dire solo che E’…”
Le pagine scientifiche e le meraviglie aumentano di numero se affrontiamo l’Infinito…
Per Zichichi: “l’Infinito esiste, ma non appartiene a questo mondo. Il Finito è attorno a noi. Il mondo che ci circonda è fatto di cose che hanno un inizio e una fine, mentre l’Infinito, fra tutte le invenzioni dell’intelletto la più affascinante, non ha un inizio né una fine.
Ci vuole un numero con ottanta zeri per scrivere quanti protoni, neutroni ed elettroni ci sono nel Cosmo e ci vorrebbero più di cent’anni per scriverli tutti su altrettanti pezzettini di carta.
Un mondo fatto di cose infinite non esiste nel reale, ma solo quale prodotto del nostro intelletto.
Esistono tanti livelli di Infinito: il Numerabile, il Continuo, il Potenziale”.
Insomma si potrebbe parlare o scrivere all’infinito senza raggiungere mai… l’Infinito. Ma una cosa è certa: l’uomo, fin dall’inizio dei tempi, aspira a conquistare l’Infinito, spera di arrivare a “sentirlo”; la Matematica, la Filosofia, la Poesia, persino la Pittura per secoli e secoli hanno rivelato questa aspirazione.
Meno stancante si rivela, allora, chiacchierare delle Stelle.
Lo farò con l’aiuto di Margherita Hack che con la sua astronave fantascientifica compie un viaggio fantastico nel Cosmo che la porta 13 miliardi di anni luce dal nostro Pianeta…
Le Stelle
– Identità: corpi celesti simili al nostro sole, ma molto più lontani, non occupano una posizione fissa sulla sfera celeste, non amano un’esistenza solitaria, preferiscono vivere in famiglia, tutte o quasi hanno figli e nipoti, rappresentati dai pianeti con i loro satelliti.
– Caratteristiche: tutte diverse in quanto a luce e calore, a età e dimensione, la luce di quelle lontane viaggia per milioni, miliardi di anni prima di giungere fino a noi; ci sono le stelle variabili, le binarie, le finte, le doppie; si chiamano (riporto giusto qualche nome…) Algol, Sirio, Granchio, Cigno, Velo, Cassiopea, Anello, Testa di cavallo, Procione, Elettra, Maia, le Sette Sorelle e, se volete conoscere gli altri nomi, basta chiederli ai Greci o ai Babilonesi!
Quella più vicina a noi è la Proxima Centauri, si trova ad appena 4 anni luce di distanza, ossia ad appena 38 milioni di milioni di chilometri.
Esistono centinaia di milioni di galassie che oggi possiamo osservare con i moderni e sofisticati telescopi e ognuna comprende cento miliardi di stelle.
A proposito… nessuno di noi era presente per raccontare come è nato il nostro sistema solare, stiamo parlando di diversi miliardi di anni fa e, su molti passaggi della sua formazione si possono fare soltanto supposizioni, ma qualcosa di esatto la possiamo dire, facendo soltanto un passo indietro di qualche anno, per la precisione di 4568 milioni di anni fa…
La stella terrestre: il Sole. La sua luce percorre la distanza fino alla terra in 8 minuti, è una palla di gas, splende come un enorme reattore nucleare a fusione, ha al suo interno temperature di milioni e milioni di gradi, ha una vita molto lunga, ma tra qualche miliardo di anni, senza più idrogeno, andrà incontro a un’evitabile fine. Ma non preoccupiamoci, per quel tempo l’uomo avrà trovato il modo di risolvere il problema, forse andando a vivere da qualche altra parte…
Dunque, però, con tutti questi numeri, queste distanze, queste conoscenze, supposizioni sto incominciando a perdermi, e non ce la faccio a parlarvi anche di Pievani e della sua “Creazione senza Dio”, se volete, fatelo da soli, vi assicuro che è un testo bellissimo…
Solo un’ultima cosa: “quando la Scienza non sa dare risposte, ci inoltriamo nella Filosofia o nella Teologia, esiste la Bibbia e il Libro della Natura. Da entrambi apprendiamo che viviamo in un Universo aperto e infinito nello Spazio e nel Tempo e che continua a espandersi in un futuro senza fine”.
PS esiste anche un Universo finito con un firmamento terrestre che ha le sue stelle: quelle dello spettacolo, quelle dell’arte, quelle del firmamento familiare…
Papa Francesco ci raccomanda che le nostre stelle non siano quelle dei soldi e del successo!
PPS e se le stelle rappresentassero i nostri cari che non sono più con noi? Brillerebbero in eterno, perché eterno è l’amore che racchiudiamo nei nostri cuori.

Bibliografia:
S.W.Hawking, Dal Bing Bang ai buchi neri
M. Hack G. Ranzini, Tutto comincia dalle stelle
A. Zichichi, L’Infinito
P. Citati, Israele e l’islam-le scintille di Dio
T. Pievani, Creazione senza Dio

 

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