di Fausto Corsetti.

Una curiosità intima, indescrivibile abita gli occhi di chi cerca il senso non evidente delle cose, il mistero di ogni esistenza. Si accende lo sguardo dinanzi a ogni indizio che reca, che facilita, che rende più vicina la comprensione di un oggi sempre avvolto nel mistero.
Un desiderio profondo abita il nostro intimo: comprendere, collegare il senso di accadimenti diversi, spesso contrapposti tra loro, che affollano i nostri giorni, il nostro andare avanti con la vita sino all’incrocio successivo e, poi, ancora oltre.
Osservare, giocare con le differenze, stabilire comunioni e somiglianze nella quiete del nostro intimo, che custodisce memorie gelose, segreti inviolabili, spazi di libertà e di verità inaccessibili.
Non accadono da sé queste trasformazioni, non si imparano facilmente le regole di questi “giochi”, che possono sconvolgere esistenze abituate a misurare tutto e tutti guardando per lo più all’efficacia, all’efficienza, al risultato, alla convenienza.
Vi siete mai chiesti perché la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie non smetta mai di affascinare?
La gente continua a sognare, a sperare durante tutto il corso della propria vita. Ognuno conserva dentro di sé un cassetto magico che apre quando vuole, quando sente di dover uscire dalla realtà. E quello che esce non è solo fantasia, immaginazione oppure un desiderio ad occhi aperti che non si realizzerà mai, ma è la sostanza di cui è composto il nostro cuore.
Nei sogni ci sentiamo sicuri, i protagonisti siamo sempre noi e scegliamo in che tipo di luogo collocarci, con chi e cosa fare e l’indicatore, la freccia che seguiamo è il cuore.
Ogni cassetto è diverso in ogni persona, così come è diverso il suo cuore. Molti dicono che bisogna guardare la concretezza delle cose e non fantasticare. Perché non si è più bambini.
Il maestro della fantasia può essere quel Robin Williams – attore recentemente scomparso – nel tuffarsi con la vita dentro ad un quadro in “Aldilà dei sogni”. Oppure che dire dell’Alice nel Paese delle Meraviglie?
Alice ha deciso di seguire il coniglio col panciotto e di violare le regole. Forse a volte dovremmo farlo anche noi. Fermarci un attimo e guardare in profondo tutto ciò che ci circonda o sprofondare nel profondo di un quadro per fuggire dal rumore assordante della quotidianità… Sì, anche se all’inizio potrebbe sembrare insensato e non produttivo: solo osservando le cose con quel tocco magico bambinesco riusciremo a notare la loro bellezza.
E poi lei, la Fantasia. Quella non la puoi fermare con nessuno schema, perché l’uomo è più geniale di qualsiasi regola. Pensate tutte le volte in cui ci interessa una persona, che per qualsiasi motivo riteniamo “più difficile” da raggiungere: con la ragione ci diciamo matti a fantasticare su noi e quella persona, mentre con la fantasia ci diciamo che vale la pena a ragionare su di noi… E poi succede, sì succede, a piccoli e grandi, facendo sì che due vite si incontrino e che tutti restino a guardare a bocca aperta con il naso al cielo.
Questa è la magia che nasce e non ha età, né scadenza né importanza per la distanza; questo è l’amore, la magia più bella che ci sia, che ci fa sperare e vedere ogni difficoltà con una marcia in più.
Succede, ci si innamora e, davanti a questa magia, a molti non resta che interrogarsi: “perché?”
Perché la ragione non può fare molto contro sentimenti così forti. La ragione non penetra nella magia.

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