di Fausto Corsetti.

“La nuova vita è iniziata proprio quando la speranza di tornare come ero prima è svanita. Ho capito che per tornare a vivere dovevo cambiare…”
Una nuova consapevolezza, un nuovo orizzonte possibile per azioni e pensieri: passare da considerazioni come “io non posso fare questo” oppure “io non sono più questo” a “posso fare quest’altro” e “io sono quest’altro”.
C’è un tipo del tutto particolare di coraggio nonché di ottimismo, che si sviluppa soltanto attraverso un’esperienza come quella della malattia.
I medici vedono gli uomini nell’ora della verità, quando hanno gettato la maschera delle convenzioni e messo da parte l’orgoglio.
 Ci sono alcuni che un tempo sembravano tanto spavaldi e coraggiosi, alla prova si sciolgono di lacrime e di paura, gridano e maledicono, diventano egoisti fino alla crudeltà. Altri che parevano così fragili, nei giorni peggiori delle crisi, parlano inaspettatamente dei fiori, della primavera, della luna: altre persone.
Quante miserie, quante vigliaccherie di fronte al male e alla morte.
Ogni motore ha un limite di resistenza, dopo quel limite si sfascia. E il motore umano che resistenza ha? Dovremmo saperlo, scriverlo sulla carta d’identità. Invece non sappiamo nulla.
Non parlo della resistenza fisica: questa sì, più o meno, possiamo calcolarla, basta fare trenta scalini di corsa, o provare i muscoli al “forzometro” di un luna park. Ma è la resistenza morale che conta, la capacità di reagire al tornado della sventura, ai terremoti della vita. E qui siamo al buio. Infatti, arriva il giorno della prova e restiamo con il fiato sospeso a vedere come finirà. A volte, spinto dalla vita il motore parte, raggiunge il limite estremo e, quando tutti aspettano che vada oltre, si schianta.
Le cliniche sono piene di questi motori. Sembrano, a vederli, ancora quasi nuovi, ma il guasto è dentro, irrimediabile. Altre volte il crollo avviene lentamente. Il motore vibra nella corsa, sussulta, ha un collasso, si riprende, cerca di tenere la strada, ma poi, proprio quando sembrava che avesse superato il punto critico, perde di velocità, sferraglia, arranca gemendo e si ferma.
Ma spesso avviene quello che nessuno aveva previsto: la timida fanciulla scopre di avere l’energia di un’atomica; nel pericolo il mite pacioccone si stupisce di essere un eroe; la ragazzina viziata accetta come niente sacrifici che farebbero stramazzare al suolo un gigante; la giovane mamma che tremava per il raffreddore del primo bambino combatte per anni il male orrendo del secondo.
Dipende dal motore. E bisogna provarlo per sapere quanto resisterà.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui