È senz’altro una scelta particolare quella di Gianluca Pirozzi di aprire il suo romanzo NELL’ALTRO (Ed. Libri di Emil-Odoya, 2012) con la scomparsa della figura centrale della narrazione. Va detto tuttavia che in questo romanzo il suicidio di Gianni Venuti non rappresenta affatto la fine della vicenda e neppure il suo centro: non si tratta, cioè, neanche di una storia che comincia a ritroso. L’atto di Gianni, da cui muove l’intreccio, sembra al contrario rappresentare il simbolo di una domanda: si può capire una scelta di morte volontaria senza ricostruire l’identità di chi l’ha compiuta? E più in generale è possibile comprendere una persona senza mettere insieme i tasselli che costituiscono la sua storia familiare, i luoghi a cui si lega, i momenti più significativi del proprio vissuto e di quello dei suoi cari? No, certamente e, dunque, il romanzo diviene quasi saga narrando le vicende della donna amata, dei figli, dei nipoti di Gianni, spingendosi nelle vite di alcuni amici e amiche o semplici conoscenti le cui vicende si saldano e si chiudono reciprocamente, come in un cerchio, da cui il titolo dell’opera.
Come ha osservato Monica Storini nella presentazione al romanzo “L’intreccio stringe autore e lettori in un passo a due fatto di ondeggiamenti e di scarti più o meno repentini, regalando al pubblico 13 tessere – quanti sono i capitoli – di un puzzle la cui figura si costruisce lentamente e sembra coincidere con quella dell’albero genealogico che apre il romanzo.”
Sullo sfondo delle vicende di oggi e degli eventi più significativi a cavallo dei due ultimi secoli le vite, apparentemente qualsiasi dei personaggi avanzano animate dal desiderio di conoscersi, di costruire insieme e di apprendere, indipendentemente dagli stereotipi di un’ideale famiglia. Ciò che di normale/tradizionale sussiste è piuttosto il bisogno d’amore che muove le fila di ogni vicenda. Così, Con un ritmo scandito da andate e ritorni, nuove partenze, soste e improvvise riprese, Francesco, Pietro, Lucia, Viola, Gianni, Zoe e tutti gli altri protagonisti di NELL’ALTRO passano da un’epoca all’altra, da una città italiana ad un paese straniero, da un accadimento improvviso ad altri eventi che prendono forma con tempi più lenti, il tutto seguendo un itinerario emozionale che, proprio perché reale, mantiene intatta un’assoluta purezza capace di incarnare alla perfezione una delle massime più belle di Goethe riportata in esergo dall’autore: «Vivere con qualcuno o vivere in qualcuno fa gran differenza. Vi sono individui nei quali si può vivere senza vivere con essi, e viceversa. Riunire le due cose è dato solo all’amore e all’amicizia pura».

 

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