di Laura De Santis

Pensarti e ripensarti,
mio ostinato basso continuo.
Adagio assai che tutto prende da me
e tutto restituisce in grandezza.
Mare infinito,
che ti imploro di essere sempre,
di affogarmi sempre,
di annullarmi sempre.
Mia oscura meraviglia,
tenebra che possiedi la salvezza
che sola può trattenermi,
fa che ti regali la mia volontà,
il dono più alto 
che posso deporre ai tuoi piedi di grazia.

Tratta dal libro La Voce e l’Impronta

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui