Pubblichiamo il commento del libro Pesce d’aprile di Cesare Bocci e Daniela Spada. Sono le sensazioni a caldo scritte in maniera originale e simpatica dalla Gira-sola, Antonella Rogani.

CHE BOTTA DI ADRENALINA! PARAGONABILE AD UN’INIEZIONE DI DOPING… INSOMMA BOH!? NON SAPREI COME ALTRO DEFINIRLA!
Ho letto il libro tutto d’un fiato, trascurando ogni cosa da fare nella quotidianità. Simpatica la MIA scena al ristorante giapponese: un ristorantino fichissimo con un computer a tavolo per le ordinazioni (con menu e tanto di foto), invece di ordinare quello che mi sarebbe piaciuto mi sono frettolosamente affidata al cameriere per riprendere la lettura (ero quasi alla fine e non potevo certo smettere).
Conosco Cesare e Daniela perché frequentano il mio quartiere. Qualche anno fa mi sono accorta di Cesare perché le mamme della scuola lo guardavano fissandolo ininterrottamente; io stanca morta dal lavoro (all’epoca ero una pendolare: viaggiavo fino a Orbetello ogni giorno) evitavo di farlo, ma la curiosità era talmente forte che a tratti, con la coda dell’occhio, rivolgevo lo sguardo verso di lui. Non vedevo l’ora di vedere la puntata del Commissario Montalbano, anche se spesso mi addormentavo perché dal lunedì al venerdì la sveglia suonava per me alle 4.30 del mattino, ma Mimì non lo avevo ancora bene individuato.
Non mi accorsi subito della sua bellezza ma del suo sguardo: veniva a prendere la figlia a scuola con la moglie, la faceva appoggiare al suo braccio per aiutarla a camminare. Qualcuno mi aveva riferito che Daniela aveva avuto un incidente subito dopo il parto ma non mi interessava la sua storia, mi affascinava lo sguardo di Cesare e gli atteggiamenti che rivolgeva a Daniela. Un Principe con la sua Regina. Un uomo innamorato, premuroso, gentile, sorridente con tutti e umano con TUTTI.
Anche che mia mamma, nonostante fosse alla fine dei suoi giorni, spesso mi ripeteva quanto gentile fosse quest’uomo. Ogni volta le apriva il cancello e la aiutava ad entrare trattandosi di una persona anziana con problemi di deambulazione.
Uno sguardo umano.
Ma non voglio parlare di lui. La vera scoperta che ho fatto leggendo il libro è LEI: la Regina.
CHE DONNA!
E’ lei che mi ha trasmesso l’adrenalina. La vedo spesso e solo ora mi rendo conto che è più grande di me. Bella e sorridente. SEMPRE SORRIDENTE E SOLARE. Mi è capitato di parlarci ed è carina, gentile, ed è vero quello che ha scritto: sempre in movimento… con la spesa… piante officinali… bibite… sempre in movimento nella sua cucina (povera donna, immagino che fatica dover inventare tutti quei dolci SENZA BURRO…) ma non si è arresa, ha continuato fino ad inventare, costruire, rinascere.
Mi verrebbe da dirle:
“Sei ‘na grande! Hai sciato e sei andata in moto… l’hai fatto! Io non ci sono mai riuscita e mi sarebbe piaciuto! “ “Ti sei inventata un lavoro… un modo per rinascere … Al giorno d’oggi non si riesce neanche a vivere pur avendone le possibilità!”
“Sei ‘na forza della natura. Metti un coraggio ineguagliabile, io con te ci andrei anche in capo al mondo e mi sentirei sicura, protetta dalla tua forza di volontà (io ho paura a viaggiare da sola, mi mettono ansia gli orari e gli imprevisti…  Caro Cesare, lo sai quanto dura il semaforo verde della Salaria vicino a Settebagni??? 15’).
Ma con te, Dany, farei tutto.
Chissà!?! magari un giorno ci facciamo un viaggetto con le nostre ragazze.
Regalerò il libro “Pesce d’Aprile” alle mie amiche.
Sei un esempio per tutte noi.
Mi vergogno di pensare che spesso piango per delle cavolate, vabbè sorvoliamo, in fin dei conti anche questo è umano… ma ci dobbiamo ridimensionare parecchio…
Per ora mi limito a dirti un semplice ed umile GRAZIE.

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