LA PRIMAVERA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Favola di Maria Grazia DE FALCO

Arrivò la Primavera!
L’accoglievano sempre voci e risatine di bimbi… ma stavolta trovò, invece, un grande silenzio. Dov’erano finiti tutti i bambini?
Andò a cercarli nei parchi… niente! Deserti! Corse alle giostrine… niente neanche lì: cigolavano vuote! Allora pensò che fossero tutti a scuola e andò là. Ma trovò la scuola chiusa…
Intanto, andando in giro, lasciava qua e là primule, violette, margherite, campanelle, erba fresca, foglioline di un verde brillante; riempiva le chiome degli alberi di fiori bianchi, rosa; faceva librare nell’aria farfalle e rondini…
Ma era triste: le mancavano tanto le grida festose dei bambini!
All’improvviso, passando sotto un palazzo, le sentì:  erano voci, squillanti, allegre, capricciose, e le sentì ancora provenire dal giardino di una casa, oltre il cancello, dietro quel muro, dalle terrazze, dai balconi. Si erano nascosti, ma c’erano i bambini e si facevano sentire. Poi, vide mille arcobaleni su tutte le ringhiere, disegnati su cartelloni, sui vetri delle finestre, sui muri, su drappi al vento…
E quando, finalmente, scorse un bambino, gli chiese: “Perché non siete in strada?”
“Non possiamo andare in giro – le rispose il bambino –  perché c’è un virus cattivo che può prenderci! Qui in casa siamo al sicuro da tutto, il calore della famiglia ci protegge!”
Allora la Primavera lo rassicurò e gli disse che ci avrebbe pensato lei a sconfiggere quel mostriciattolo. E mise in campo tutte le sue armi: i colori più accesi, i profumi più intensi, prati verdi sconfinati, cieli azzurri, voli di rondini, danze di farfalle, un venticello leggiadro e poi caldi, caldi, caldi raggi di sole.
A darle manforte arrivò, poi,  un esercito di insetti, lombrichi, formiche, api, lucertole, uccellini, tutti schierati – tenendosi, naturalmente, a un metro di distanza tra loro – pronti a intervenire in caso di necessità!
Non ci fu battaglia!
Già! Perché il coronavirus (questo era il suo nome!) solo a vedere tutta quell’esplosione di vita, di luce, di calore, di gioia, di serenità e di sicurezza, abituato com’era all’oscurità, al freddo, alla nebbia, alla tristezza, non oppose resistenza e se ne andò, per non tornare mai più!
La Primavera allora passò di nuovo sotto tutte le finestre,  sotto tutti i balconi, bussando alle porte di tutte le case, invitando i bambini e le loro famiglie a uscire per strada, a correre nei prati e nelle campagne, a popolare i parchi.
Alla fine andò a riaprire le scuole. Strano! Dalle scuole vide venir fuori un fiume di cuoricini. Ma erano quelli delle maestre! Li avevano lasciati lì in attesa che ritornassero i loro bambini!
E i bambini tornarono e tutto ricominciò come prima! E anche più bello!!!

 

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