di Fausto Corsetti.

Quando è notte tutto sembra diverso. Le forme svaniscono o si trasformano. I suoni si ovattano o si accentuano. Lo sguardo si muove instancabile alla ricerca di figure familiari sulle quali tornare ad appoggiarsi, nel tentativo, almeno, di riconoscere essenziali riferimenti già noti. Anche se non irrompe improvviso, il narrare silenzioso del buio spaventa. Quanto meno interroga. Tutto diventa ombra intangibile e indistinta, che tutto sottrae, custodisce, riesprime.
Continua a battere il cuore. Attende. E piano piano entra, anzi rientra, in stanze abituali, cariche di sicurezze e di riferimenti essenziali. Spazi e luoghi interiori abitati da cose, soprattutto da pensieri e da affetti che non si possono esigere e nemmeno sottrarre. Tutto, comunque, rimane eloquente e continua a porgere messaggi inediti, importanti, esigenti.
Accadono di notte cose indimenticabili, grandi, indelebili, avvolte di significati alti, impregnate di riferimenti unici, che spesso non possono essere tradotte da alcun alfabeto.
Nella notte iniziano e trovano compimento cose, esperienze, incontri, accadimenti altrimenti non possibili, perfino non avvicinabili. Di notte le cose tornano a lanciare, anzi a lasciar trasparire, il loro messaggio più intenso, quello profondo, altrimenti non percepibile, non narrabile, ma sempre capace di evocare stupore e riconoscimento.
Nella notte, frequentemente, tutto diventa più chiaro. Svanisce il superfluo. Scompare l’inutile. Si annuncia il vero, l’essenziale, ciò che sopravvive all’apparenza. Nella notte, ciascuno si scopre raccolto dentro a se stesso, dentro al mistero che tutto avvolge e comprende: ciascuno si percepisce accolto nello spazio segreto di un altro che non è solo vicino, ma è proprio compagno, viandante, amico, amato, amante. E l’incontro diventa possibile nel silenzioso sostare, stupiti, dinnanzi a un fuoco crepitante che parla, disegna, riscalda, rivela, zittisce, che ottiene ascolto e comprensione; raggiunge la verità di sé e dell’esistere.
Nella notte si coglie la luce, si riconosce un’attesa, si rappresenta ogni ricerca, si concretizza ogni speranza.
Quella notte il lontano si fa vicino, l’Atteso si fa uno di noi. E accade che dinnanzi a quella Luce, messaggera silenziosa di misteri infiniti, chi non sa leggere capisce, chi non possiede nulla impara a donare, chi non ha sapienza impara a declinare il vocabolario vero della vita.
      

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