Lilian Thuran è proprio uno straordinario curiosone: vuole scoprire come “funziona” l’essere umano.

La sua curiosità lo ha accompagnato fin da bambino, e ora che è diventato grande ha deciso di soddisfarla e di condividerla con gli altri scrivendo un bellissimo libro, anche se un po’ complicato: ”Per l’uguaglianza”.

L’argomento è così interessante che molti amici dell’autore hanno voluto collaborare con lui per rendere più prezioso il discorso.

Ma quali erano i suoi ”perché”? Le domande più impegnative si possono riassumere nelle tre seguenti tematiche: razzismo, sessismo, omofobia.

Sono proprio i perché e le risposte trovate dall’autore che potrebbero portare alla realizzazione di un sogno: costruire una società migliore.

Cosa non facile, come non proprio semplice è stato leggere il libro, d’altra parte ci vuole un grosso impegno per realizzare un sogno.

Le riflessioni di Thuran e dei suoi collaboratori concentrano la nostra attenzione su un nucleo estremamente complesso: la diversità.

I concetti, le parole, le idee sono interessanti, affascinanti, coinvolgenti: si discute di diversità, uguaglianza e pluralità umana.

Mi soffermerò su questa ultima riflessione, forse perché più delle altre è quella che rappresenta l’insieme che è l’uomo.

Jean-Paul Sarte, riportato nel libro, nel suo “L’essere e il nulla” afferma che “l’altro è indispensabile alla mia esistenza”. E Thuran: “l’essere umano vive nel cuore dell’altro e l’altro vive nel suo: l’Uomo è un individuo sociale estremo”.

Il paradosso? Il mio simile è al contempo una miniera di differenze. È il caso quindi, di parlare di “pluralità umana” e di “mondo plurale”.

Il discorso è complesso pieno di termini non certamente di uso comune: australopiteco, uomini di Neanderthal, Homo sapiens, materiali alloctoni, umanità plurale.

Per non parlare dei titoli dei capitoli: Elogio del meticciato, Dal Code noir alla diversità, L’umanità necessaria e tanto altro ancora.

Ma paradossalmente più qualcosa è difficile più si sveglia in noi la voglia di risolverla.

Ritornando alla pluralità umana, l’autore ne identifica una fisica, una culturale, una politica: lingue, culti, religioni, colore della pelle, clima, alimentazione, ambiente, riti.

Il mondo inizialmente lascia intravedere ciò che divide gli uomini, ma a colui che studia il futuro del mondo, al contrario, balzano agli occhi altre realtà: “quello di un pianeta unico e condiviso in cui è l’umanità che viene interpellata”.

L’autore continua le sue riflessioni: “molte sono le impellenze per costruire il futuro: cambiare modo di vedere, incontrare l’altro senza annullare ciò che si è, inventare cittadinanze plurali per fare posto all’umanità tous parents, tous differents”.

La mia riflessione dopo la lettura di questo avvincente saggio?

Voglio essere diversa, eppure uguale.

Lilian Thuram “Per l’uguaglianza. Come cambiare i nostri immaginari”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui