SE CREDI CHE L’EDUCAZIONE SIA COSTOSA, PROVA IL PREZZO DELL’IGNORANZA!

Della Prof. Maria Silvia Basilicata

Realizzare una Buona Scuola? “E’ ‘na parola!” direbbe il mio amico pizzaiolo!!!
Ed io, prof. ormai in pensione, sono pienamente d’accordo con lui. Perché mai vi chiederete?
Perché mi piace come fa la pizza!

Ovviamente sto scherzando, perché l’argomento è così serio che è complicato anche solo parlarne.
Comunque, da qualche parte dovremo pur cominciare….
Vogliamo davvero parlare di Scuola?
Di quella “cosa” che secondo i sapientoni è “l’istituzione educativa” che è, è stata e sempre sarà?
Siamo tutti d’accordo sul fatto che sia sempre stata necessaria un’attività educativa, però, sappiamo anche che non è una prerogativa esclusiva di un’unica Istituzione.
La personalità esiste e si sviluppa solo nella relazione con gli altri, i famosi Altri significativi e Altri generalizzati, per cui la formazione ha bisogno di tante agenzie: la famiglia in primis, il gruppo dei pari, i mass media (qualcuno può aggiungere anche la Chiesa) e tutte dovrebbero essere Buone.
Ma la combinazione perfetta di tutti gli elementi presenta complessità e difficoltà notevoli…
Se è vero che in noi è presente una naturale predisposizione a sviluppare apprendimenti su basi innate in determinati periodi di sensibilizzazione, passati i quali il comportamento appreso non viene più modificato, è il caso di cominciare a parlare anche di una Buona Famiglia che magari sarà l’argomento di una prossima chiacchierata; ma per ora ritorniamo alla Buona Scuola.
Dunque…. per realizzare il Progetto Uomo è indispensabile un processo intenzionale, perciò esiste l’Istituzione Scuola. Che poi debba essere buona, anzi più che buona, è naturale.
Direte voi: ma l’ereditarietà?
Certo, avete ragione, ma la percentuale di eredità biologica incide al 50% sulla realizzazione della “Vera Umanità”, il rimanente fattore di responsabilità educativa è affidato alle diverse agenzie. Insomma, siamo tutti responsabili, nessuno escluso.
Per crearsi un alibi, l’uomo ha pensato che un responsabile più incisivo debba esserci, quindi ha individuato la Scuola come istituzione con maggiori responsabilità. Comunque sia, forse è proprio vero che l’individuo si forma grazie e soprattutto alla Scuola.
Ne deriva che una società non può fare a meno di docenti, discipline, programmi, metodologie, ambienti sobri e confortevoli…
Nella mia vita di docente mi sono sempre fatta una serie di domande e ho cercato risposte nei confronti delle sfide imposte dall’ambiente circostante.
Non ho mai dato nulla per scontato, ho spesso ascoltato più che parlato.
Estremamente bello è un pensiero che ho letto non ricordo dove: “sii te stesso essendo gli altri, realizza te stesso, realizzando il mondo”.
Quando ero in mezzo agli alunni non mi piaceva sedermi in cattedra, usavo le mie discipline come mezzo per sviluppare menti e cuori, cercando di unire formazione intellettuale e sfera emotiva, nel rispetto delle capacità individuali.
Non ho mai preteso di possedere la Verità e ho sempre cercato di ricordare don Milani che diceva: “i ragazzi sono tutti diversi, sono diversi i momenti storici e ogni momento dello stesso ragazzo”. Bellissimo anche il suo “I care” scritto sulla lavagna.
Mi è piaciuto molto fare la prof. e insieme a tutti gli altri ho cercato, nel mio piccolo, di realizzare una Buona Scuola:
…analizzando la società nella sua complessità;
…avendo a cuore, oltre me stessa, anche gli altri;
…leggendo nel profondo dei soggetti che dovevo formare;
…utilizzando il sapere come strumento di crescita.

Ho condiviso, parlato, sorriso, perfino pianto insieme ai miei alunni; e soprattutto ho cercato di non correre per non lasciare nessuno indietro.

DIBATTITO
Vi va di chiacchierare su un passo di Edgar Morin?
“Insegnare è un gesto d’amore che rende questa professione la più difficile e la più importante perché prepara alla vita e ne determina il senso. Grande è il potere degli educatori, grande è la loro responsabilità. Ma chi educherà gli educatori? Loro stessi, grazie alla relazione costruttiva con gli studenti, in un processo di auto-educazione. Una lezione costringe chi parla ad un intenso lavoro intellettuale per rispondere all’esigenza, non rinviabile, di alimentare la parola. Per cercare l’attenzione, sollecitare la curiosità, affascinare….”.

E per i “libridinosi” consiglio due bei libri:
Insegnare a vivere di E. Morin
L’ora di lezione di M. Recalcati.
E magari rivedere il film: “Il club degli imperatori”.
Alla prossima e… Buon anno scolastico!

GLOSSARIO
ALFABETO: 21 lettere con le quali si può costruire e distruggere il mondo, nascere e morire, amare, soffrire, minacciare, aiutare, chiedere, ordinare, supplicare, consolare, ridere domandare, vendicarsi, accarezzare.
ALUNNO: Esploratore, viaggiatore sul cammino della conoscenza, ricercatore, mente assorbente e pensante, realizzatore di sogni, di progetti di vita.
CULTURA: Insieme di valori, norme, modelli, comportamenti, simboli e strumenti che caratterizzano ciascuna società umana.
EDUCATORE: Poeta, politico, sapiente che lascia ricordi, stimola domande, che sa incontrare l’altro e ne rapisce l’interesse, che sa ricordare il passato, leggere il presente, preparare il futuro.
EDUCAZIONE: “Azione emancipatrice che trasmette cultura affinché ogni membro della comunità umana possa farla propria e, appropriandosene, rielaborarla ed utilizzarla per diventare autonomo nel pensiero e nella condotta.
ISTRUZIONE: Processo di invenzione continua che fornisce un complesso di strumenti pratici, tecnici, nozioni, comportamenti il cui impiego consente di elevare il grado di efficienza degli uomini impegnati in un certo sistema”.
PEDAGOGIA: Non un sapere fisso e definitivo, ma un sistema elastico che si arricchisce e modifica progressivamente grazie all’esperienza, sulla quale interviene a sua volta, modificandola. L’ambito dell’esperienza umana alla quale si rivolge è la formazione, intesa come educazione ed istruzione.
SCOPI: Consentire l’acquisizione di un saper vivere e una presa di coscienza della realtà in cui viviamo, la nostra Terra-patria, permettendo che questa coscienza si traduca in una volontà di realizzare la cittadinanza universale.
Tendere sempre alla creatività (scientifica o poetica), alla disponibilità, ad accettare il punto di vista altrui e a riconoscere il proprio errore e soprattutto ad assicurare a tutti le competenze atte a garantire la partecipazione attiva e consapevole alla vita della Società e dello Stato.
SCUOLA: Laboratorio di Democrazia. Luogo di incontro, di intelligenze, di affetti, di opinioni, di discussioni, di litigi, di aspettative, di creatività, scrigno dell’unicità del sapere.

Per non annoiarvi troppo ho evitato di allungare l’elenco con discipline, interdisciplinarità, metodi, esami, valutazione, scienze sociali, maestri del sospetto, descolarizzazione, disposizioni, antro-etica, intercultura, disposizioni ministeriali, teorizzazione formativa, valore della diversità.

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