Un tempo erano cani e gatti: oggi è tutt’altra fauna ad abitare le case degli italiani.
Cani e gatti non vanno più di moda. Il fascino dell’esotico ammalia sempre più chi deve scegliere l’animaletto con il quale convivere. E così se un tempo neanche troppo lontano si preferivano i vari Baubau e Miaomiao, oggigiorno si opta per tartarughe, iguane, pappagalli, roditori, pantere e serpenti. Le case degli italiani ospitano ormai un numero ragguardevole di animali non proprio domestici.
Insomma, la passione dilaga. Insieme al pericolo, però.
Non solo avere a che fare con serpenti e leoni, magari di montagna, può essere pericoloso a causa della loro aggressività e soprattutto della nostra scarsa dimestichezza, ma bisogna fare i conti anche con virus e malattie.
Leggevo tempo fa, da qualche parte, che le malattie infettive degli animali che possono essere trasmesse all’uomo stanno infatti registrando tassi di crescita sempre più alti.
Si tratta di passione quella che ci fa prediligere un’iguana ad un cane, ma dalle importanti implicazioni.
Quali sono le intenzioni dei padroni di serpenti&co. al momento di partire per le vacanze? Hanno intenzione di “abbandonarli al loro destino”? Aldilà dell’abbandono, atto già di per se stesso deprecabile, si manifesta al riguardo la questione “pericolosità”. Un conto è infatti imbattersi in un cucciolo di cane, e un altro in un boa o in un pitone… Naturalmente, con tutto il rispetto per i cinghiali, ormai nostri “compagni di giochi” nei pubblici parcheggi cittadini.
Tutto rimandato alla sensibilità e all’intelligenza dei padroni? Speriamo che sia sufficiente per non incappare in avventure degne di Mowgli e de “Il libro della jungla”!

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