LE REGOLE DELLA LEGGE E DEL BUON SENSO PER VIVERE AL MEGLIO CON IL NOSTRO AMATO CANE

della Dott.ssa Marialuigia De Lucia, abilitata alla professione forense.  

Solo chi ama davvero gli animali sa che la convivenza con i nostri cari quadrupedi è molto simile a quella fra gli esseri umani e che essi diventano componenti della nostra famiglia a tutti gli effetti.
Ecco, dunque, che sentiamo il bisogno di occuparci di loro nel migliore dei modi, per il rispetto che abbiamo sia verso il mondo animale che verso i nostri simili.
La convivenza con i nostri amici che tanto allietano le nostre giornate soggiace però a talune regole, semplici e chiare, che occorre osservare fin dalla nascita del cane per la nostra e l’altrui tranquillità.
Le riassumiamo per voi di seguito.

E’ nato un cagnolino! La registrazione all’anagrafe dei cani.
Il censimento dei cani è disposto sulla base di regole stabilite a livello regionale e riscontrabili sul sito delle singole Regioni ed ha lo scopo di contrastare il randagismo, fenomeno che nuoce agli animali e all’uomo, oltre che fornire una possibilità di ritrovamento, in caso di smarrimento.
E’ obbligatorio, infatti, in tutto il territorio nazionale, provvedere all’iscrizione presso l’anagrafe canina del nostro animale, previa identificazione ottenuta tramite un tatuaggio o mediante l’apposizione di un microchip (quest’ultimo è il metodo adottato dal 2005).
I cani devono essere dotati di microchip e registrati all’anagrafe tra i 30 giorni e i 2 mesi di vita.
Nel caso in cui vengano superati i termini, è comunque possibile una registrazione tardiva, sia rivolgendosi al proprio veterinario che alla ASL, dietro pagamento di una piccola somma di denaro a titolo di sanzione.
L’apposizione di una medaglietta con i dati del cane e del padrone è, inoltre, un ulteriore e utilissimo elemento di riconoscimento, in caso di smarrimento. In tal caso, però, considerati i tempi in cui viviamo, vi sconsigliamo di inserire troppi dettagli personali sulla medaglietta e consigliamo di servirvi piuttosto di un indirizzo di posta elettronica, metodo decisamente meno invasivo del classico indirizzo di casa e del numero di telefono personale.

Trattamenti sanitari obbligatori: le vaccinazioni.
La salute del vostro cane è sicuramente una priorità assoluta, ecco perché è necessario rispettare tutte le regole relative alle vaccinazioni.
Innanzitutto, finchè non le avrete ultimate, è buona regola tenere il cane il più possibile in casa, giacchè l’istinto di annusare gli escrementi e di entrare in contatto fisico con altri animali aumenta il rischio di contrarre malattie, anche gravi.
Il primo step da realizzare è la cd “sverminazione”, che viene effettuata tramite un farmaco anti parassitario, somministrato per due volte a distanza di una ventina di giorni.
A circa 45 giorni di vita, occorre poi fare la prima vaccinazione (questa vale anche per i gatti) contro malattie come la parainfluenza, il cimurro, la leptospirosi, la parvovirosi e l’epatite.  Seguono due richiami a distanza di 21 giorni ciascuno.
Ovviamente, occorre rivolgersi a un veterinario, il quale vi rilascerà anche un libretto veterinario, proprio come per noi animali a due zampe, in modo da poter tenere sempre presente i passi da seguire e indispensabile per calcolare i tempi dei richiami annuali.
Per quanto riguarda i gatti, occorre anche effettuare un vaccino trivalente, indicato per gli amici felini che vivono prevalentemente in casa (come la splendida “Duchessa” de “gli Aristogatti”), e un vaccino contro la leucemia felina e la clamidosi, per i gatti che sono soliti andare a passeggio in libertà (come “Romeo”, il fidanzato malandrino di Duchessa).

Proprietari responsabili.
Prima ancora di trattare il tema delle responsabilità previste dalla legge, è il caso di richiamare l’attenzione sul comune buon senso e ricordare la banale ovvietà che la natura animale ha le proprie caratteristiche e, pertanto, è opportuno che il proprietario del cane si autoimponga una serie di semplici regole comportamentali, al fine di scongiurare ogni pericolo o disagio per chiunque.
Ad esempio, occorre evitare di affidare il cane a persone che non siano in grado di gestirlo e bisogna sempre vigilare in caso di compresenza di bambini o persone deboli, soprattutto qualora il cane appartenga ad una delle razze cosiddette “da guardia”.
Un ulteriore aspetto, che costituisce innanzitutto una semplice regola della buona educazione, oltre ad essere sancita dall’art. 2, comma 4, dell’ordinanza 3 marzo 2009 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, consiste nell’ottima abitudine di raccogliere sempre le feci del nostro cane, evitando così di imbrattare fastidiosamente il cammino di ciascuno di noi.
Se amate portare il cane a spasso nelle aree urbane, dovete sempre ricordare di utilizzare un guinzaglio, la cui lunghezza non deve superare i 150 cm.
Tale vincolo non sussiste però se lo conducete in aree espressamente riservate ai cani, attrezzate in alcuni parchi della città.
Inoltre, ricordatevi sempre di portare la museruola, che deve essere messa al cane nel caso vi sia una situazione di rischio, su richiesta di un vigile urbano, o di altra autorità.
Vale la pena rammentare, infatti, che l’art. 2052 del codice civile dispone che ”il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. In altri termini, l’ordinamento italiano prevede una forma di responsabilità oggettiva, per cui il padrone del cane è chiamato a rispondere dei danni semplicemente per essere proprietario o momentaneo possessore-custode del cane stesso, a prescindere dall’elemento psicologico della colpa o del dolo, purchè ovviamente sussista un nesso di causalità tra il danno che si è verificato e il comportamento dell’animale.
A conferma di quanto finora esposto, segnaliamo anche l’art. 1 dell’ordinanza 3 marzo 2009 sopra citata, la quale prevede che “il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone animali o cose provocati dall’animale stesso.”
Il settore assicurativo, comunque, offre davvero una multiforme varietà di polizze, ben conciliabili con tutte le esigenze dei proprietari, anche dal punto di vista economico: basterà digitare su google le vostre parole chiave per conoscere tutte le notizie in merito.
Ricordiamo, infine, che la stipula di una polizza assicurativa è obbligatoria per i proprietari delle razze canine considerate più aggressive.

Le regole del codice della strada.
Anche il decreto legislativo n. 285/1992 e s.m.i. si occupa ovviamente dei nostri amati animali.
Vi proponiamo di seguito un estratto testuale degli articoli, giacchè riteniamo che il testo della norma sia sicuramente più esaustivo e utile di qualunque sintesi.
L’art. 169, relativo al trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore dispone, al comma 1, che
“Il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida”.
Il comma 6, dello stesso articolo dispone quindi che “sui veicoli non autorizzati è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. E’ consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purchè custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento Trasporti Terrestri”.
L’art. 189 del codice della strada, relativo al comportamento in caso di incidente, stabilisce, al comma 9 bis che “l’utente della strada, in caso di incidente, comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.
Chiunque non ottemperi agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 389 a € 1559.
Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso.
Chiunque non ottemperi all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 78 a € 311.”

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