di Riccardo Bellardini.

Nell’Europa Cristiana del Medioevo, il gatto era considerato un animale del diavolo e delle streghe, o più in generale, un simbolo del male e della sventura, in un certo senso “posseduto” da entità soprannaturali maligne, in particolar modo se nero.
Ho avuto tanti gatti nella mia vita, e ho sempre pensato che gli uomini di quel tempo si sbagliassero.
I gatti, infatti, sanno essere amici fedeli e affettuosi al pari dei cani e, anche se a volte danno l’impressione di essere freddi o distaccati, non sono certo indemoniati come in passato si immaginava.
Da quando a casa mia è arrivato Diego, però, ho cambiato completamente idea: nel Medioevo, forse, non avevano tutti i torti!
Diego è un gatto nero, che poco dopo esser entrato nella tribù felina del mio giardino, si è trasformato in un gatto anomalo; pensate che mi ha fatto quasi  dimenticare il suo vero nome.
Dopo sette anni di onorata carriera, tra lotte e guerre feline per la difesa del territorio, ma anche stravaganze e comportamenti alquanto assurdi, posso ritenere che il suo nome più autentico sia diventato “Posseduto”.
Il nome dice già tutto: questo gatto, infatti, deve essere guidato da una qualche entità esterna, che potrebbe essere anche il demonio, un diavolo, però, per niente mostruoso o malvagio, ma assai confuso e spaesato o addirittura ubriaco.
Il Posse, infatti, gira su se stesso all’infinito quando è felice e accompagna i suoi interminabili giri con un miagolio molto più lungo e sonoro di quello di un gatto normale, si fa rispettare quasi pietrificando con lo sguardo i gatti che gli stanno antipatici, accompagnando ad un’occhiata a dir poco minacciosa, il suo immancabile miagolio, che in questo caso si fa molto, ma molto più acuto, tanto da far tremare i vetri delle finestre. A volte, parte per missioni segrete sconosciute, ma riesce sempre a tornare sano e salvo, anche se portando impressi sul suo corpo i segni della battaglia.
E’ Posse, il gatto non gatto.

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