Fino a cinquanta milioni di anni fa, il mammifero antenato della balena viveva sulla terra.
È uno dei mammiferi più grandi, arriva fino a 30-35 metri di lunghezza per 150-160 tonnellate di peso.
Appare opportuno precisare, però, che si conoscono ben 81 specie diverse di cetacei, molte delle quali vengono impropriamente e genericamente denominate balene, ma appartengono alla categoria dei cetacei anche i delfini e le orche che nulla hanno a che vedere con le balene.
Sono tutte caratterizzate da un’intelligenza particolare; esse riescono attraverso l’emissione e la percezione dei suoni a comunicare con le altre balene presenti in un’area molto vasta e addirittura a orientarsi attraverso una specie di sonar biologico di cui sono dotate. Godono anche di una buona vista che consente loro di identificare un oggetto anche nelle oscurità degli abissi.
Alcune balene amano vivere in gruppi numerosi, altre sono solitarie.
Per molti secoli la caccia alla balena è stata spietata, portando questo bellissimo cetaceo quasi all’estinzione. Finalmente nel 1986 la International Whaling Commission ne ha vietato la caccia, ma alcuni paesi ancora oggi la praticano: Norvegia, Islanda e Giappone, e alcune regioni della Siberia, dell’Alaska e del Canada del nord.
La regolamentazione della caccia alla balena si è resa necessaria al fine di salvaguardarne la specie. Basti pensare che dal 1963 al 1986 il numero di balene viventi è passato da oltre 60.000 esemplari a solo 4000.
Purtroppo la carne di balena è un cibo molto gustoso e ricco di proprietà. Inoltre gli scarti vengono usati come esca per la pesca, il grasso viene lavorato per ottenerne olio commestibile e gli scarti del grasso vengono impiegati per produrre materiale utilizzabile nell’industria.
Le balene più piccole spesso rimangono impigliate nelle reti dei pescatori, condannandole a morire per soffocamento, non potendo risalire a galla per respirare.
Specialmente durante la pesca dei tonni, nell’Oceano Pacifico, non è difficile imbattersi in una balena impigliata.
Numerose agenzie turistiche organizzano viaggi ed escursioni per vedere le balene da vicino (Whale Watching). Dalla Scandinavia al Sud Africa, dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico, questo genere di attività turistica sta prendendo piede e si calcola che stia fatturando ben due miliardi di euro l’anno, molto più della caccia alla balena stessa.
Anche nel più vicino Mar Tirreno, però, non è raro vedere una balena a galla intenta a soffiare. Una decina di anni fa, io stessa, in navigazione tra Porto Ercole e la Sardegna, a circa metà del percorso ho visto a distanza ravvicinata 4-5 balenottere in circolo, semi galleggianti, che spruzzavano il tipico zampillo di acqua, per poi inabissarsi sbattendo la coda non appena ci siamo avvicinati un po’ troppo con la barca.
Vi assicuro che sentivo il cuore battere così forte da farmi mancare il respiro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui