STOP AL MASSACRO.
Ogni anno mezzo milione di foche sono barbaramente trucidate da cacciatori in cerca di pelli per l’industria conciaria. Si tratta quasi sempre di cuccioli appena nati, strappati alle loro madri che nel difenderli, facendo loro scudo con il proprio corpo, spesso sacrificano la vita nell’estremo atto d’amore per i propri cuccioli. Questi bianchi, dolcissimi, morbidi mammiferi sono così piccoli da essere ancora incapaci di nuotare e, pertanto, non hanno alcuna possibilità di sottrarsi alle aggressioni armate dell’uomo che resta in ogni caso il più forte e crudele nemico.
Le foche e i loro cuccioli vengono scuoiate vive e, ancora agonizzanti, trascinate appese a un uncino d’acciaio fino al mezzo trasportatore.
Allo scempio visivo e di fatto, va aggiunto che negli ultimi anni, per assecondare la sete di violenza forse innata in certi esseri umani, alcuni tour operator specializzati nel settore organizzano addirittura battute di caccia alla foca per turisti ricchi in cerca di forti emozioni…
I cacciatori, a loro difesa, sostengono che la foca non sia una specie a rischio di estinzione e che sia invece l’industria della pesca ad essere duramente danneggiata dall’enorme quantità di pesce mangiato da questa specie per nutrirsi.
La verità è tutt’altra: le foche adulte vengono ammazzate per il grasso che contiene il loro corpo grosso, mentre i cuccioli per le loro pelli morbide e costose.
Finché a livello internazionale non si deciderà di porre fine a tale barbarie, si continuerà a far scempio di questi meravigliosi mammiferi e le foche continueranno ad essere ammazzate barbaramente per soddisfare il mercato delle costose pellicce.
Il mammifero vive maggiormente nei mari freddi e ghiacciati e solo poche specie, invece, vivono nei mari caldi e nei laghi (Mar Caspio, Lago Bajkal e Lago d’Aral).
A differenza delle otarie – animali molto simili – la foca ha dimensioni più piccole e si muove strisciando perché dotata di pinne posteriori ridotte rispetto a quelle anteriori. Le otarie, invece, sono più agili delle foche e camminano sugli arti, tuttavia nell’acqua è quasi impossibile distinguere se si tratti di otarie o di foche, considerata l’estrema agilità di entrambe.
Già nell’antica Grecia questi amabili mammiferi erano considerati portatori di buona sorte: ne troviamo traccia sia in Omero che in Plutarco ed Aristotele ed era una specie animale protetta da Poseidone e da Apollo perché veniva considerata amante del mare e del sole.
Pur essendo una specie in via di estinzione nei nostri mari, è ancora possibile trovare qualche esemplare di foca monaca in Sardegna, in Sicilia e nei pressi dell’isola di Montecristo.
Se vogliamo davvero proteggere questo mammifero, urge quanto prima una severa proibizione della caccia per futili motivi. Non si risolve il problema della carenza di pescato uccidendo le foche che si nutrono di pesce. Semmai, sarebbe auspicabile ed opportuno che si prendesse in considerazione la improrogabile necessità di mantenere il mare pulito dai rifiuti industriali, chimici e radioattivi che ogni anno uccidono quantità di pesci incommensurabili. Nell’Oceano Atlantico insieme alle correnti marine si muove addirittura un’intera isola costituita esclusivamente da rifiuti gettati in mare.
Nell’Oceano Pacifico, poi, sembra che i pesci si stiano estinguendo per la presenza di materiale radioattivo provocato dagli innumerevoli esperimenti nucleari delle varie nazioni.
Il problema dell’alimentazione delle foche sembra, pertanto, a Le Gira-sole, del tutto irrilevante…
E voi, cosa ne pensate?

https://www.youtube.com/watch?v=4bYcmZhWApk

http://video.ilmessaggero.it/animali/il_cucciolo_di_foca_vuole_le_coccole_sale_barca_si_fa_prendere_braccio_pescatore-131238.html

 

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