di Marialuigia De Lucia.

Gli unici animali invisi alle girasole sono gli odiosi pidocchi!
E purtroppo, l’innalzamento delle temperature sembra favorire parecchio la riproduzione dei fastidiosi parassiti, che terrorizzano qualunque mamma con figli in età scolare.
È un dato di fatto, che sebbene la società si sia evoluta e si osservino, più o meno, le norme igienico-sanitarie molto più che nel passato, i pidocchi stanno conoscendo un nuovo periodo di “splendore”, infestando letteralmente scuole e asili, nonostante sul tema regni sovrana una certa omertà.
Ecco a voi, dunque, una lista di buoni consigli per prevenire il problema o gestirlo nel momento della sua insorgenza.
La prevenzione: per quanto si voglia discutere, una vera prevenzione non esiste. Grazie al cielo non si tratta di una malattia, ma solo di un fastidiosissimo inconveniente, per cui non esiste un vaccino!
Esistono in commercio vari trattamenti preventivi, sia chimici che naturali, i quali diffondono nell’ambiente un tale olezzo da dissuadere la vicinanza di animali ed esseri umani.
Ma, come tutti sappiamo, i bambini amano scambiarsi le coccole e giocare vicini, per cui non è difficile che, nonostante gli accorgimenti preventivi, le bestiole attecchiscano comunque sulla cute immacolata dei nostri figli, seminando uova che poi daranno corso ad una nuova generazione di parassiti.
Sicuramente l’ispezione, possibilmente quotidiana col pettine a denti stretti è un buon deterrente!
E se i bambini non stanno fermi, concedete loro di giocare con l’IPad o col cellulare, o concedete il biscotto più farcito dell’universo e vedrete che avrete qualche minuto di calma per vedere se sulla cute dei pargoli alberga qualche ospite indesiderato.
Le zone prese di mira per deporre le uova sono principalmente l’area intorno alle orecchie e la nuca.
La forma delle uova? Niente a che vedere con le scaglie di forfora, leggere e bianche, che soffiando volano via, ma sono invece dei corpuscoli gelatinosi di colore grigiastro – marroncino, abbarbicati a pochi centimetri dalla radice del capello, che si asportano solo sfilandoli col pettinino o con le mani.
La prima reazione è il panico assoluto, ma invece occorre ridimensionare il tutto e, piuttosto, afferrare il toro per le corna, passando all’azione.
E sia!
1. Munirsi di apposito trattamento in farmacia o in erboristeria e applicarlo sulla testa di tutti i componenti della famiglia, nessuno escluso.
2. Togliere tutti i tessuti della casa, peluche, cappelli, giacche e sciarpe, lenzuola, giocattoli in tessuto, bambole con vestiti etc. venute in contatto, anche occasionalmente, con le teste dei bambini e chiuderli in un sacco di plastica, per non permettere alle bestiole di girare indisturbate per la casa (attenzione i pidocchi muoiono dopo poche ore, ma le uova hanno una resistenza di  circa 70 ore).
3. Iniziare a fare lavatrici a rotta di collo, estraendo i tessuti dal sacco di plastica senza sbatterli, possibilmente a 90 gradi.
4. Passare il getto di vapore sulle superfici interessate.
5. Avvisare i genitori della classe, almeno quelli che solitamente frequentano i nostri bambini, per evitare che lo sforzo di debellare il problema venga vanificato da un nuovo contagio dopo pochi giorni.
6. Educare i figli a gestire il problema con responsabilità e attenzione, ma senza crisi isteriche e senza istigare alla ghettizzazione dei compagni che sono stati visitati dagli ospiti indesiderati.
7. Ripetere il trattamento con le modalità previste.
8. Una volta debellata l’invasione, effettuare ispezioni frequenti costanti ed estenuanti per evitare che il disagio si ripeta e riprendere i trattamenti preventivi.
9. Sempre valido, infine, il rimedio naturale “evergreen” della nonna che consiste nel risciacquare i capelli dopo lo shampoo con acqua tiepida e aceto bianco.
Alla fine dell’anno scolastico i vostri figli si troveranno sicuramente con qualche ciocca di capelli in meno, ma magari la terribile esperienza sarà rimasta un caso isolato nella vostra vita.
Insomma: occhio al pidocchio!

 

2 Commenti

  1. Vorrei portare a conoscenza che per dare un valido supporto alle famiglie è nato il primo centro in Italia che aiuta e debella: TESTE FELICI. È aperto gia da due anni ed ha risolto migliaia di casi. Per ora è solo ad Ostia, ma sta cercando affiliazioni in tutta Italia.

  2. Ricordo che mia madre, eternamente terrorizzata dal pensiero, oltre al trattamento settimanale, faceva anche un passaggio quotidiano di quel pettine, nostro terrore.

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