NUVOLE VERDI NEL CIELO. 

Alla fine degli anni ’80 a Roma qualcuno mi raccontò che su un albero di una strada nei pressi del Parco della Caffarella aveva trovato dimora una comunità di colorati pappagalli che si potevano ammirare la mattina presto e al tramonto.
Non ci pensai due volte. Salii in macchina e andai a verificare di persona. Lo stupore mi assalì alla vista di una nuvola di colore che faceva un gran baccano, tanto che ci tornai più volte per verificare che i pappagalli stessero ancora lì.
Con il tempo, poi, non pensai più alla strada dei pappagalli, salvo qualche rara volta.
Un paio di anni fa, una domenica mattina ero in casa e la mia attenzione fu attratta da un gran vociare di uccelli proveniente dal balcone; mi affacciai con circospezione per non farli scappare e rimasi sorpresa nel vedere due pappagalli verdi abbastanza grandi. Subito il pensiero mi riportò indietro nel tempo e a quella comunità di pappagalli domiciliati non molto distante da casa mia. Era solo una coincidenza oppure erano i discendenti di quei pappagalli che andavo a visitare tanti anni prima?
L’incontro sotto casa con questi simpatici uccelli ricapitò ancora dopo qualche giorno, tanto che pensai che i due pappagalli della domenica precedente non erano affatto scappati da una gabbia e che si trattava sicuramente dei nipoti e dei pronipoti dei pappagalli della Caffarella…
Possibile che in più di 20 anni nessuno me ne aveva mai più fatto cenno?
A distanza di un paio di settimane il fenomeno dei pappagalli a Roma diventò argomento di conversazione in ogni occasione e molta gente aveva avuto modo di verificare la veridicità di quanto raccontato con stupore da chi, come me, aveva avuto il piacere di imbattersi in una nuvola colorata e strillante di gioiosi uccelli tropicali.
Decisi di postare su Facebook una foto dei pappagalli sull’albero sotto casa e dopo un’ora in molti mi risposero che li avevano già visti e fotografati prima di me.
Nel frattempo, ebbi modo di constatare che la stampa locale quasi quotidianamente pubblicava articoli sui parrocchetti monaci originari dell’America Latina e sui parrocchetti dal collare originari dell’Asia Minore e dell’Africa del Nord.
Ma come sono arrivati questi splendidi uccelli in Italia e, cosa ancora più difficile, come si sono adattati al nostro ambiente e al nostro clima? Molti uccelli sono stati liberati dall’uomo, così come avviene per molti animali esotici abbandonati che piano piano hanno invaso i nostri spazi verdi in città perché dotati di una grandissima forza di adattamento e una grande propensione all’accoppiamento. I parrocchetti hanno resistito persino alla neve romana di qualche anno fa.
Non sono poche le città invase dai pappagalli: Lisbona, Barcellona, New York, Roma, Napoli, Milano, Genova, Cagliari, Bolzano, Palermo, Pavia e Bergamo pullulano di colonie di pappagalli.
Vivono in stormi di 40-50 esemplari, tutti in coppia, e si nutrono di bacche, datteri e nespole.
Il parrocchetto dal collare (così denominato per le piume più scure che formano una sorta di collana intorno al collo, ben visibile soprattutto nel maschio) è un pochino più grande del parrocchetto monaco: 40 cm circa il primo, contro i 25-30 cm del secondo. Entrambe le specie, molto simili, amano rosicchiare e arrampicarsi dappertutto, ed entrambe raggiungono la maturità sessuale intorno ai 2 anni le femmine e intorno ai 3 anni i maschi. Depongono 5-8 uova due volte all’anno di media, e alla covata provvede solo la femmina mentre i maschi partecipano attivamente, una volta schiuse le uova, alla cura e alla ricerca del cibo per i piccoli.
Sono entrambi uccelli gregari, socievoli e stanziali ma mentre i parrocchetti monaci costruiscono il nido sui rami degli alberi insieme ad altre coppie, i parrocchetti dal collare nidificano nei tronchi degli alberi e stanno lentamente spodestando dalle città altri volatili, specialmente i picchi e i rapaci notturni e altri uccelli autoctoni.
Può capitare al tramonto o di mattina presto di vedere grandi nuvole verdi che attraversano il cielo facendo un gran frastuono: li riconoscerete subito, sono bellissimi da vedere e ne resterete estasiati. Ma non dobbiamo dimenticare che, nel tempo, potrebbero costituire un grosso problema da risolvere: se questi uccelli dovessero un giorno emigrare in campagna, porterebbero devastazione e disastri perché farebbero man bassa delle coltivazioni e dei frutteti.
E dire che, nell’antica Roma, possedere un pappagallo in casa era sinonimo di agiatezza economica e nobiltà…
 
Link di video amatoriali:
http://www.youreporter.it/video_Incredibile_Colonia_di_Pappagalli_Verdi_in_Citta
https://www.youtube.com/watch?v=irsO7np8QXI
https://www.youtube.com/watch?v=J3kS_cIedEE
https://www.youtube.com/watch?v=Cji0OL9ubh4

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